Ciascuno cresce solo se sognato

C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

Dalla Poesia Diversa, di Danilo Dolci, si è avviata la conversazione del Webinar “Raccontare la guerra ai bambini e alle bambine”, tra Daniele Novara e Giacomo Petitti Direttore di Reattiva.

Secondo Daniele Novara, fondatore e direttore del CPP Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, educare è un atto politico, nel senso che l'educazione può cambiare il mondo, e non solo le persone. 

EDUCAZIONE MIGLIORE
Infatti un mondo migliore è sempre quello che ha una educazione migliore. E non c'è alcun dubbio: il mondo della guerra ha sicuramente un'educazione sbagliata. Viviamo in una società, d'altronde, dove nessun educatore ha mai preso un Premio Nobel, ne Maria Montessori ne, appunto, Danilo Dolci.  Educare bene significa anche esplorare le risorse delle persone per sviluppare il proprio potenziale, vuol dire anche voler bene alle persone. 
La guerra invece, purtroppo, è il frutto di una cattiva educazione

LITIGARE BENE
Daniele Novara, convinto di questo, dedica la sua attività professionale quotidiana ad un obiettivo ben preciso: insegnare ai bambini e alle bambini a litigare bene. 
Quando si litiga bene si affronta il problema, e non le persone, e ci si allena a ragionare con la propria testa, a discernere le informazioni. In questo modo si insegna ai bambini a resistere alla violenza e ad ascoltare i punti di vista altrui. Le parole infatti servono a litigare senza farsi male. 
Il cuore del metodo di Novara è di non cercare mai la colpevolezza in uno dei bambini, ma fare in modo che parlino tra di loro e ognuno esprima le sue ragioni.

SEMANTICA: IL CONFLITTO NON È LA GUERRA
Un grave problema che si sta riscontrando attualmente sta anche nella semantica che si utilizza davanti ai bambini. Spesso si sente confondere la parola conflitto con guerra, oppure addirittura paragonare un litigio alla guerra. Questo vuol dire, senza ombra di dubbio, assuefare i bambini, ma anche gli adulti, alla guerra. Abituarli a metafore quali che ammazzarsi sia come litigarsi un giocattolo. La comunicazione bellica dei principali media mainstream confonde spesso le parole, abituandoci all'idea che la guerra sia normale come un normale conflitto tra due persone che discutono tra loro. In questo modo siamo tutti coinvolti nella guerra. È molto importante trovare un'altra via da questa spettacolarizzazione, e soprattutto farlo per i nostri bambini

USCIRE DALLA CULTURA DEL NEMICO
In realtà per litigare bene si deve uscire dalla cultura del nemico. Ma, come diceva Franco Fornari, psicoanalista italiano, si cade nella paranoia di gruppo secondo cui troppo spesso abbiamo bisogno di un nemico per creare appartenenza sociale.
La scuola invece deve fare davvero molta educazione per spiegare la realtà, cosa davvero è successo, ed avere occhio critico su tutto ciò che dicono i media, per non riversare sugli alunni le opinioni altrui, ma creare un confronto. Importante è evitare che i bambini si informino da soli, e gli adulti in questo caso svolgono un ruolo importante, devono fare da tramite per loro, per fargli conoscere il mondo e questa è un'occasione molto importante di apprendimento.

I BAMBINI UCRAINI
Quali sono infine le indicazioni che possiamo dare ad insegnanti ed educatori che stanno gestendo la situazione di accoglienza di bimbi e ragazzi ucraini nelle nostre scuole? 
Il consiglio di Novara è quello di stare attenti a non isolarli, così impareranno in fretta l'italiano, i compagni stessi glielo insegneranno. Condivisione, incontro e integrazione sono le tre parole chiave per fare in modo che i ragazzi stessi diventano una risorsa reciproca. 

Buon conflitto a tutti!

 

(Graphic Recording realizzato in diretta da Antonio Spadaro)

 

 

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